Il paradosso emerso dall’Osservatorio Engagement, Welfare e Mobility - EWM 2025

Il welfare aziendale è oggi un importante strumento strategico a disposizione delle imprese: migliora il benessere dei dipendenti, migliora l’equilibrio vita-lavoro, rafforza il senso di appartenenza fidelizzando le persone e contribuisce a rendere l’azienda più attrattiva. Non sorprende, quindi, che quasi l’80% dei lavoratori lo consideri un elemento importante della propria esperienza professionale. Lo confermano i dati dell’Osservatorio Engagement, Welfare e Mobility – EWM 2025, realizzato da Timeswapp e Università LIUC nell’ambito del progetto LISA.

Accanto a questo segnale positivo, emerge però un dato altrettanto significativo: solo il 51% dei dipendenti intervistati ha dichiarato di utilizzare il welfare pienamente.

Un divario rilevante, già evidenziato nell’edizione precedente dell’Osservatorio, che mette in luce una sfida ancora aperta per le organizzazioni: trasformare il welfare da semplice benefit a strumento realmente vissuto, compreso e integrato nella quotidianità lavorativa.

Il gap del welfare aziendale: quando percezione e utilizzo non coincidono

La prima domanda da porsi è semplice: se i dipendenti apprezzano il welfare, perché non lo usano?

Dal confronto tra percezione e comportamento emerge un fenomeno ricorrente nelle organizzazioni: il welfare è ritenuto utile, ma viene percepito come complesso, distante, poco chiaro o non pienamente in linea con le esigenze quotidiane.

Le ragioni sono molteplici e spesso di natura organizzativa e comunicativa, che potremmo raggruppare in 4 principali cause. Vediamole di seguito.

  1. Scarsa conoscenza degli strumenti disponibili

Molti dipendenti non conoscono bene la piattaforma welfare scelta dall’azienda, le modalità di utilizzo o i servizi disponibili:

  • non sanno “dove cliccare”
  • non conoscono i vantaggi fiscali
  • non hanno chiaro come trasformare il credito welfare in valore concreto

In altre parole: non utilizzano ciò che non conoscono a fondo.

  1. Una distanza tra priorità dichiarate e comportamenti reali

Il welfare aziendale intercetta bisogni concreti e profondi. Non a caso, secondo l’Osservatorio EWM 2025:

  • la salute è la priorità per il 69% dei dipendenti,
  • la casa per il 47%.

Eppure, quando si analizza lo spending reale, il credito welfare viene utilizzato soprattutto per beni di consumo, carburante e spese sanitarie.

Un comportamento comprensibile (sono categorie immediate e utili), ma che rivela una frammentazione tra valore percepito e uso effettivo.
Questo accade quando il welfare viene vissuto come un “bonus”, non come uno strumento di valore.

  1. La mancanza di una comunicazione interna continua e chiara

Molte aziende comunicano il welfare solo al momento del lancio dell’iniziativa, con materiali poco personalizzati e linguaggio spesso tecnico.

I dipendenti, così, non vengono accompagnati nel tempo e non percepiscono aggiornamenti, nuove opportunità, suggerimenti di utilizzo e casi d’uso vicini alla loro vita quotidiana.

Senza una strategia di comunicazione interna, il welfare resta un elenco di possibilità che pochi sanno cogliere davvero.

  1. Barriere psicologiche e “fatica da piattaforma”

Un aspetto meno evidente, ma molto reale è il fatto che accedere a una piattaforma nuova richiede un piccolo sforzo cognitivo. Tra password, menù, cataloghi, scadenze e regole non sempre intuitive, molti dipendenti tendono a rimandare, riducendo il welfare a un’opzione residuale.

Come le aziende possono colmare questo divario

Sulla base dei dati dell’Osservatorio e dell’esperienza di Timeswapp, le aziende possono intraprendere delle azioni particolarmente efficaci per aumentare l’utilizzo del welfare:

  1. Comunicare in modo continuo, semplice e multicanale

Non basta un’unica comunicazione quando viene attivato il servizio. Serve un piano editoriale interno, fatto di micro-pillole informative, reminder periodici, contenuti visual (infografiche, reel interni, caroselli), esempi pratici (“3 modi per usare il welfare questo mese”).

  1. Formazione e accompagnamento digitale

Video tutorial brevi, webinar dedicati e sessioni Q&A aumentano in modo significativo l’adozione. Quando la piattaforma diventa familiare, cresce anche il suo utilizzo.

  1. Analisi costante dei dati di utilizzo

Monitorare periodicamente i dati permette di:

  • individuare aree di non utilizzo,
  • profilare e ottimizzare l’offerta,
  • adattare la comunicazione,
  • intervenire in modo tempestivo.

Timeswapp è il partner ideale che mette a disposizione delle aziende e dei dipendenti, oltre che una piattaforma semplice e flessibile, un supporto in grado di rispondere con competenza e in modo aggiornato a tutte le tematiche legate al mondo welfare.

Perché le aziende dovrebbero colmare questo divario

Uno dei dati più rilevanti dell’Osservatorio EWM è la correlazione positiva tra welfare aziendale ed engagement: le persone che utilizzano il welfare in modo completo mostrano livelli di coinvolgimento più alti e una relazione più positiva con l’azienda.

Questo significa che il welfare non è solo un insieme di benefit, ma uno strumento di relazione, un segnale di cura e attenzione da parte dell’azienda verso i propri dipendenti.

Migliorare la conoscenza e l’utilizzo del welfare non è quindi solo un tema operativo, ma un investimento diretto per costruire aziende più sostenibili, attrattive e orientate al futuro.

Vuoi migliorare il livello di utilizzo del welfare nella tua azienda? Parliamone!

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