I dati dell’Osservatorio Engagement, Welfare e Mobility – EWM 2025 raccontano la fragilità della relazione tra azienda e dipendenti

L’engagement aziendale è oggi uno dei principali indicatori della salute organizzativa. Non si limita alla motivazione individuale, ma esprime la qualità della relazione tra azienda e persone, la capacità di alimentare il senso di appartenenza e di costruire un contesto lavorativo che attivi energia, partecipazione e responsabilità diffusa.

Alla luce di queste considerazioni, i dati della seconda edizione dell’Osservatorio Engagement, Welfare e Mobility – EWM 2025, realizzato da Timeswapp in collaborazione con l’Università LIUC, restituiscono una fotografia che merita attenzione:

  • Il livello di engagement aziendale si attesta sulla soglia della sufficienza.
  • Il Wellbeing Index è pari a 60, segnalando una qualità della relazione solo moderatamente positiva.
  • Meno della metà dei dipendenti si dichiara realmente coinvolta.
  • Oltre il 30% vive una relazione negativa con l’organizzazione.

Non siamo di fronte a una crisi conclamata, ma a una condizione di instabilità relazionale: un equilibrio fragile che può facilmente evolvere in sentiment negativi, turnover o calo della produttività.

Engagement aziendale: cosa significa davvero “sufficiente”?

Un engagement “sufficiente” può sembrare rassicurante. In realtà, rappresenta una zona grigia.

Quando il livello di coinvolgimento si ferma alla sufficienza, significa che l’azienda funziona, ma non esprime pienamente il proprio potenziale. Le persone svolgono il proprio ruolo, rispettano gli obiettivi e mantengono una relazione formale con l’organizzazione. Tuttavia, manca quel livello di employee engagement che alimenta iniziativa, innovazione, collaborazione spontanea generando contributi che vanno oltre le responsabilità assegnate.

In un mercato del lavoro sempre più competitivo e in costante evoluzione, la sufficienza non basta più. Le aziende che vogliono attrarre e, soprattutto, trattenere i talenti devono costruire un’esperienza lavorativa capace di attivare coinvolgimento autentico e duraturo.

Le dimensioni che costruiscono il benessere organizzativo

L’Osservatorio EWM ha analizzato 20 aspetti della qualità della vita in azienda, riconducibili a quattro macro-aree che incidono direttamente sul livello di engagement aziendale:

  1. Senso di appartenenza
    È la dimensione più rilevante per l’engagement. Le persone non si impegnano solo per lo stipendio o per il ruolo ricoperto: si attivano quando si riconoscono nei valori dell’organizzazione, quando percepiscono coerenza tra ciò che l’azienda dichiara e ciò che realmente fa. Il senso di appartenenza è ciò che trasforma un dipendente in parte attiva e consapevole all’interno dell’organizzazione aziendale.
  2. Ambiente lavorativo
    Clima interno, qualità delle relazioni, fiducia, collaborazione e stile di leadership incidono profondamente sul benessere complessivo. Un ambiente positivo favorisce sicurezza psicologica e partecipazione; un ambiente conflittuale o poco trasparente alimenta distanza e demotivazione.
  3. Ruolo, retribuzione e relazioni interne
    Chiarezza degli obiettivi, equità percepita, riconoscimento e qualità delle interazioni professionali sono elementi fondamentali per sostenere la motivazione nel tempo. L’engagement aziendale si costruisce anche attraverso la percezione di equità e valorizzazione del lavoro di ciascuno.
  4. Equilibrio tra vita privata e lavoro
    Work-life balance, flessibilità, welfare aziendale e mobilità sostenibile contribuiscono in modo diretto al wellbeing aziendale. Non a caso, l’Osservatorio EWM dimostra una correlazione significativa tra welfare, mobilità ed engagement: quando la qualità della vita dei dipendenti migliora, cresce anche il coinvolgimento.

Instabilità relazionale: il rischio nascosto

Un ulteriore dato significativo emerso dall’Osservatorio è la distribuzione delle percezioni: meno della metà dei dipendenti si dichiara realmente coinvolta, mentre oltre il 30% vive una relazione negativa con l’azienda.

Questa polarizzazione indica un rischio concreto: le aziende non stanno valorizzando appieno  il proprio capitale umano.

In uno scenario caratterizzato da fenomeni come quiet quitting, aumento del turnover e crescente attenzione al benessere lavorativo, un engagement fragile può trasformarsi rapidamente in perdita di competitività e indebolimento della performance complessiva.

Il legame strategico tra engagement aziendale e performance

Numerose ricerche dimostrano che un alto livello di employee engagement è correlato a:

  • maggiore produttività
  • minore assenteismo
  • riduzione del turnover e migliore attrattiva per i nuovi talenti
  • maggiore capacità di innovazione

L’engagement non è quindi un tema accessorio né una responsabilità esclusiva della funzione HR. È un indicatore strategico della sostenibilità organizzativa e della capacità competitiva nel medio-lungo periodo.

Un Wellbeing Index pari a 60 evidenzia come le aziende italiane dispongano di ampi margini di miglioramento. E intervenire oggi significa non solo rafforzare il benessere interno, ma prevenire criticità future. E consolidare la performance complessiva.

Come rafforzare l’engagement aziendale

I dati dell’Osservatorio EWM indicano che l’engagement non si costruisce con iniziative isolate. Non basta introdurre un piano welfare o una policy di smart working se manca coerenza tra cultura, leadership e comunicazione interna.

Per rafforzare il coinvolgimento delle persone è necessario:

  • lavorare sul senso di appartenenza e sulla cultura aziendale
  • promuovere una leadership coerente, credibile e inclusiva
  • garantire equità e trasparenza nei processi decisionali e valutativi
  • integrare welfare, mobilità e flessibilità in una strategia strutturata di benessere organizzativo
  • monitorare costantemente la qualità della relazione tra persone e azienda

Dal dato all’azione: il ruolo dell’Osservatorio EWM

L’Osservatorio Engagement, Welfare e Mobility nasce proprio con l’obiettivo di offrire alle aziende dati, indicatori e benchmark per comprendere lo stato della relazione con i propri dipendenti.

Misurare l’engagement aziendale significa fare un passo avanti rispetto alle percezioni generiche e adottare un approccio data-driven al benessere organizzativo.

Perché la vera sfida non è raggiungere la sufficienza, ma costruire un ambiente di lavoro capace di attivare pienamente il potenziale delle persone e rafforzare la sostenibilità nel tempo.

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